maurizio bastianoni <vuoto>
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La Volpe nella tana del Lupo. El Alamein 1942la settimana di gianniil giardino all'inglesele pagode di bangkok
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dicono di lui

“Il lavoro di Bastianoni è anche un vero e proprio romanzo di formazione, genere di cui rinverdisce una tradizione che sembra in via di estinzione e che in Italia, nell’ultimo quarto di secolo del Novecento ha avuto rappresentanti illustri come Pasolini con “Ragazzi di vita”, Elsa Morante con “L’isola di Arturo”, Alberto Arbasino con “Le piccole vacanze”. L’autore, infatti, guarda all’evoluzione del suo personaggio (Gianni) verso la maturità e l’età adulta allo scopo di promuoverne l’integrazione sociale ed esaltarne l’impegno umano e sociale. (…)
La narrativa di Bastianoni generosamente ambisce a svolgere una funzione pedagogica e moralistica che, in seguito agli incubi delle più recenti conflagrazioni belliche, ha difficoltà ad esprimersi ancora perché esse hanno mostrato l’insignificanza dell’esistenza individuale. Infine mi piace annotare che, rispetto alla generazione degli scrittori più recenti, Bastianoni rifiuta le forme espressive più immediate, frammentarie, per affidarsi alla grande mediazione dei generi, del romanzo-romanzo. Con il suo “ Le pagode di Bangkok” non ci troviamo di fronte ad un istant book sugli scatti generazionali, ad uno stile “scrivi come parli”, ma ad un libro “ che è tutta una vita”, con la sua scrittura sorvegliata, con tutte le convenzioni rispettate, ma con qualche trasgressione sapiente nel “parlato” , come unica concessione alla propria generazione.”

dalla Prefazione de “Le pagode di Bangkok” a cura del Prof. Gennaro Oriolo

 


dettaglio della copertina del libro Le pagode di Bangkok

 

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